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Menhir
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top
I mwegmenhir (dal mwewbretone mwfamen e mwfqhir "pietra lunga"; in italiano anche "pietrafitta") sono dei mwfgmegaliti (dal mwfwgreco "grande pietra") monolitici (da non confondere con i mwgadolmen, polilitici e solitamente assemblati a portale), eretti solitamente durante il mwgqNeolitico, e potevano raggiungere anche più di venti metri di altezza, come ad esempio il mwggGrand Menhir rotto di mwhaLocmariaquer (nel mwhqMorbihan in mwhgBretagna).
Potevano essere eretti singolarmente o in gruppi, e con dimensioni che possono considerevolmente variare, anche se la loro forma è generalmente squadrata, alcune volte assottigliandosi verso la cima. I menhir sono ampiamente distribuiti in mwiaEuropa, mwiqAfrica e mwigAsia, ma sono più numerosi nell'mwiwEuropa occidentale, in particolare in mwjaBretagna e nelle mwjqisole britanniche. Sono stati eretti in molti periodi differenti, nel corso della mwjgpreistoria, ed erano creati nel contesto della cosiddetta mwjwcultura mwkamegalitica che fiorì in Europa e dintorni.
Contents
• Egitto
• Francia
• Bretagna
• Germania
• Italia
• Sardegna
• Puglia
• Sicilia
• Toscana
• Liguria
• Piemonte
• Mongolia
• Note
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Egitto
Francia
Bretagna
In mwmqBretagna si trovano ampi campi (diversi chilometri), probabilmente una volta tra di loro collegati, con mwmgallineamenti (diverse file di sassi, tra di loro parallele, con dimensioni dei sassi in ordine di grandezza). I menhir bretoni sono dei massi di granito. Attualmente se ne contano più di 6 000 in tutta la regione.
Gli mwnaallineamenti di Carnac (nel mwnqMorbihan) coprono una distanza di 4mwng km, tra il sito di Kerlescan a est e Le Ménec a ovest: comprendono ben 3 000 monoliti.
Altri menhir celebri sono il mwogGrande menhir spezzato di Locmariaquer (Morbihan), il mwowmenhir di Champ-Dolent nei pressi di mwpaDol-de-Bretagne (mwpqIlle-et-Vilaine), ormai spezzato ma che all'origine misurava più di venti metri ed era il più grande menhir mai eretto, e il mwpgmenhir di Saint-Uzec (mwpwCôtes-d'Armor).
Si ritiene che l'erezione dei menhir sia avvenuta in Bretagna tra il 4500 e 2000 a.C. (non vennero dunque eretti né dai bretoni, né dai mwqqcelti). Vennero utilizzati in vario modo dalle popolazioni successive, specialmente per riti religiosi. In era cristiana, per soppiantare i riti pagani, diversi menhir vennero "cristianizzati" scolpendovi motivi cristiani o semplici croci (è il caso, ad esempio, del mwqgmenhir di Saint-Uzec).
Menhir a mwrqCarnac
Altri menhir in Francia
Gli antichi Romani riutilizzarono i menhir come punti di riferimento sulle proprie strade, come veri e propri segnali stradali: infatti molti menhir si trovano a ridosso delle antiche strade romane o in prossimità degli incroci.
• mwcqSaint-Sulpice-de-Faleyrens, mwcgGironde mwcw mwda(alto 5 metri e largo 3)
• mwdgMurat-sur-Vèbre, mwdwTarn
• Cham des Bondons, mwegLozère
Germania
• Gollenstein, Blieskastel mwfw(alto 6,6 metri)
• Spellenstein, St.mwgg Ingbert mwgw(alto 5 metri)
Gran Bretagna
• Drizzlecombe, mwhwDartmoor
• Beardown Man, Dartmoor
• Laughter Tor, vicino mwigTwo Bridges, Dartmoor
• mwjaFrecce del Diavolo
Nuove Ebridi
La presenza di elementi mwjwmegalitici, quali menhir e dolmen, nelle mwkaNuove Ebridi ha spinto l'antropologo John Layard a cercare una riprova della sua antropologia psicoanalitica basata sulle teorie di mwkgCarl Gustav Jung.
A mwlaMalekula egli analizzò il rituale maki consistente in un rito per mezzo del quale, secondo la teoria indigena del posto, un uomo, sacrificando maiali maschi, si appropriava della "forza" della vittima e si metteva al riparo, dopo la morte, dalla distruzione ad opera di uno spirito preposto alla sua persona. I sacrifici erano ripetuti parecchie volte nel corso della vita di un individuo, fino al momento in cui quest'ultimo riusciva a conquistarsi i defunti.
Il ciclo rituale si componeva di due parti, ciascuna caratterizzata dall'erezione di un mwlgmonumento in pietra:
1. Nel corso della prima parte del rito veniva elevato un monumento simile ai menhir dell'Europa preistorica: una pietra oblunga piantata verticalmente nel terreno (e che Layard associò al sesso maschile);
Italia
Sardegna
In mwswSardegna prendono il nome di mwtaperdas fittas o mwtqpedras fittas, ossia "pietre conficcate". Presenti in varie zone dell'isola, se ne contano 740cite-ref-merella-2-0[2] e possono essere completamente lisci, rappresentando una simbologia fallica, oppure avere scolpito il simbolo femminile della fecondità, le mammelle, segni inequivocabili della mwugDea Madre; alcuni hanno invece delle mwuwcoppelle, come il mwvamenhir Genna Prunas di mwvqGuspini, mentre l'originale mwvgstele di Boeli, meglio conosciuta come Sa Perda Pinta di mwvwMamoiada, presenta una serie di spirali concentriche in quasi tutte le facce del monolito.
A mwwqLaconi, in mwwgprovincia di Oristano, sono stati rinvenuti nelle campagne circostanti, oltre 100 menhir sia di tipo protoantropomorfo, cioè a faccia prospettica piana, sia antropomorfo, ossia con brevi stacchi somatici. Sono inoltre state ritrovate statue-menhir, o statue-stele, anch'esse caratterizzate dalla presenza di rilievi anatomici e tratteggi del viso più o meno stilizzati. Sempre a Laconi, nel mwwwMuseo della statuaria preistorica in Sardegna, ospitato negli spazi di palazzo Aymerich, sono presenti decine di menhir ritrovati, oltre che nel suo territorio, in tutto il mwxaSarcidano e in altri centri vicini.
A mwxgVilla Sant'Antonio, provincia di Oristano, si trova un'alta concentrazione di rari menhir protoantropomorfi e antropomorfi, tanto che l'area è stata soprannominata valle dei Menhir. I megaliti furono realizzati tra il 3300 e il 2500 a.C., durante l'epoca caratterizzata dalla mwyacultura di Ozieri. In questa località si trova un menhir alto 5 metri e 75mwyq cm, uno dei più alti sull'Isolacite-ref-3[3].
A mwzwGoni, nella mw0acittà metropolitana di Cagliari, nel mw0qcomplesso archeologico di Pranu Muttedu, si trovano menhir allineati in lunghe file che fanno parte di un'area molto ricca di monumenti megalitici del Neolitico, comprese diverse mw0gmw0wdomus de janas, le "case delle fate". Nel territorio di mw1aSorgono, in mw1qprovincia di Nuoro, è invece situato l'importante complesso di mw1gBiru 'e Concas.
A mw2aSant'Antioco, nella mw2qprovincia del Sulcis Iglesiente, oltre ai più conosciuti quali mw2gSu Para e sa Mongia (il frate e la suora), è possibile osservare, negli agglomerati urbanistici preistorici, parecchi menhir di genere maschile, di forma fallica, con sezione a pilastro, e altri, femminili, con sezione piano-convessa o concavo convessa.
Quattro menhir si trovano tra i comuni di mw3aTortolì e mw3qBari Sardo, tra i quali uno è stato distrutto da dei vandali sul finire degli anni novanta. Sempre a Guspini possiamo trovare is mw3gPerdas Longas, anch'essi un esempio di due menhir in coppia situati in un campo vicinissimo alla zona industriale del paese. Il comune di mw3wMamoiada risulta essere circondato principalmente da menhir mentre poche sono le testimonianze di megaliti più evoluti.
Puglia
I menhir, insieme con i mw7qdolmen e le mw7gspecchie (nati come fari neolitici utilizzati durante le battute di caccia e che si sono evoluti in veri e propri sistemi di comunicazione), si trovano anche in mw7wPuglia, e in particolare nel mw8aSalento. In mw8qprovincia di Lecce, sono disseminati dappertutto. Ogni centro possiede almeno un menhir. Nel comune di mw8gGiurdignano, nei pressi di mw8wOtranto, se ne contano addirittura più di 15 esemplari. A mw9aMartano, in provincia di Lecce, si ha la presenza di uno dei più alti menhir d'Italia, il "menhir de Santu Totaru", che raggiunge i 4,70 metri d'altezza.
I menhir del Salento furono, nel mw9wMedioevo, cristianizzati incidendo sulla pietra delle croci. Ancora oggi in alcuni paesi vi è l'usanza, la mw-aDomenica delle palme, di fare delle processioni che terminano nelle vicinanze dei menhir dove vengono benedetti i ramoscelli di olivo.
A mw-gModugno, nella mw-wcittà metropolitana di Bari, ne sono presenti almeno due esemplari riconosciuti, tra cui vi è uno detto "Il Monaco" (presente sulla strada tra Modugno e mw-aBitonto) per la sua presunta somiglianza a un uomo imponente e isolato.
A mw-gTerlizzi, nella città metropolitana di Bari, sono presenti almeno tre menhir allineati, il più conosciuto è il menhir della Via Appia. Nella città di mwaqaMuro Leccese sono presenti diversi menhir. Ne sono ancora visibili 6.
A mwaqiSammichele, sempre nella città metropolitana di Bari, è presente un menhir ben conservato.
In tutta la Puglia si contano 79 menhir.
Sicilia
Toscana
Liguria
• mwaryVarazze.
• Verzi (mwargFinale Ligure).
• mwaroPieve di Teco.cite-ref-4[4]
• Menhir di Monte Capri tra mwasqRiomaggiore e mwasuRiccò del Golfo, non si sa se erano idoli o monumenti funerari.
• mwascMenhir di Tramonti presso mwasgTramonti, tra La Spezia e le Cinque Terre, conosciuto come il mwaskMenhir del Diavolo, è considerato da alcuni studiosi come opera di antiche popolazioni liguri che lo eressero con funzione sacralecite-ref-5[5].
Piemonte
• mwatkCavaglià: a Cavaglià, in provincia di Biella sono presenti undici menhir disposti in maniera circolare a formare il cosiddetto "Cromlech". La Sovrintendenza di Torino li ha datati al 4.000/5.000 a.C. grazie al ritrovamento di calcare nelle coppelle dei megaliti stessi. Pertanto il Cromlech di Cavaglià risulta essere il parco archeologico più ampio della regione.
• mwatsLugnacco: a Lugnacco nella città metropolitana di Torino si trova un monolite di gneiss (lungo 3,85 metri, per una circonferenza di base pari a 1,20 metri e un peso di circa 1,8 tonnellate) che è stato recentemente infitto verticalmente nel terreno di fronte al cimitero, in quella che fu verosimilmente la sua collocazione originaria. Questo menhir ha due gemelli, quello di Mazzè e quello di Chivasso.
• mwat0Chivasso: a Chivasso nella centrale Piazza d'Armi è conservato un menhir chiuso all'interno di una teca di cristallo. Molto simile a quello di Lugnacco è alto 4 metri e ha una coppella laterale. La collocazione originale è sconosciuta.
• mwauqMazzè: a Mazzè si trova un menhir molto simile ai precedenti. Una copia esatta è anche visibile al museo delle antichità di Torino, mentre l'originale, alto 4,20 metri, è situato in piazza Mattea, vicino al Municipio.
• mwauyParoldo: a Paroldo, in provincia di Cuneo è conservato un menhir, anche in questo caso conservato in modo un po' grossolano, in quanto è stato infisso in un basamento di cemento. Si trova sulla strada che conduce alla chiesa del paese.
• mwaugBriaglia: tra i più grandi ritrovamenti megalitici in terra piemontese è certamente da ricordare l'area di Briaglia, in provincia di Cuneo. Nel 1970, l'archeologo Janigro d'Aquino incominciava una serie di scavi presso il paesino trovando una grande quantità di menhir, pietre scritte e anche un tumulo sotterraneo. A partire dagli anni ottanta il sito è stato soggetto a incuria e gran parte dei materiali sono stati utilizzati come materiale edile o scomparsi. Un menhir è ancora visibile incorporato nel giardino di un'abitazione privata.
• mwauoMonte Musinè: tra i menhir piemontesi più famosi ci sono sicuramente quelli del Monte Musinè, nei dintorni di Torino. Questo luogo venne alla ribalta negli anni settanta in pieno periodo di "archeologia misteriosa". Su una delle pietre erette venne rinvenuto un graffito che alcuni interpretarono come un disco volante. Questa incisione è probabilmente un falso risalente agli stessi anni.
• mwauwMonte Pietraborga: tra i siti più grandi del Piemonte e meno conosciuti quello posto presso il monte Pietraborga di mwau0Trana in Val Sangone è molto grande e risale all'età del Rame. L'area megalitica si trova nel bosco posto sul crinale tra la Pietraborga (926mwau4 m mwau8s.l.m.) e la frazione montana di Presa Sangano.
Lombardia
• mwavsBulciago: antica pietra in granito modellata dall'uomo, alta circa un metro e sessanta centimetri e piantata nel terreno per circa un metro. È stata trafugata nel 2007. Sembra che poi sia stata ritrovata dal personale del comune, ma non è mai ritornata nella sua sede naturale.
• mwav0Barzago: due menhir di circa 2 metri di altezza da preservare, situati a fianco della SS 342, di fronte all'incrocio di via Giuseppe Parini. Qualcuno ha avanzato l'ipotesi che con il menhir scomparso di Bulciago (che si trovava a poche centinaia di metri), e altri persi nei boschi lì intorno, facessero parte di una sorta di recinto all'avello di Bulciaghetto, un grosso masso erratico in granito serpentino scavato a tomba in località Morti dell'Avello.
Mongolia
Portogallo
Scandinavia
• Björketorp Runestone.
Note
cite-note-11. ↑ mwaxmUgo Fabietti, mwaxqStoria dell'antropologia, Bologna, Zanichelli editore, 2015.
cite-note-merella-22. ↑ mwaxgmwaxkmwaxoSalvatore Merella, I menhir della Sardegna, su mwaxsacademia.edu.
cite-note-33. ↑ mwax8mwayamwayeVilla Sant'Antonio, Necropoli di Is Forrus e menhir di Monte Corru Tundu, su mwayisardegnacultura.it. mwaymURL consultato il 4 agosto 2015 mwayq(archiviato dall'mwayuurl originale il 6 giugno 2020).
cite-note-44. ↑ mwaykLettera dell'architetto Giacomo Francesco Sertorio riguardante un antico monumento scoperto da David Pareto. Oneglia, Ghilini, 1877.
cite-note-55. ↑ mway0mway4mway8Parco Nazionale delle Cinque Terre, su mwazaparconazionale5terre.it. mwazeURL consultato il 7 maggio 2019.
Bibliografia
• mwazuEnrico Atzeni, mwazymwazcLaconi - Il museo delle statue-menhir, Sassari, Carlo Delfino editore, 2004
• Salvatore Merella, I menhir della Sardegna, Sassari 2009.
Voci correlate
• mwazwStele
• mwaz4Statue stele
• mwaaaMegalito
• mwaaiMonolito
• mwaaqNeolitico
• mwaayPreistoria
• mwaagCarnac
• mwaaoAllineamenti di Carnac
• mwaawCiviltà nuragica
• mwaa4Litolatria
• mwabaBetilo
• mwabiObelisco
• mwabqTotem
• mwabyVishap
Altri progetti
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• Wikizionario
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) menhir, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwab8Menhir, dolmen e Specchie nel Salento, su summermagazine.it.
• mwaceValle dei menhir - Ozieri (Sassari), su valledeimenhir.it. URL consultato il 17 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 3 aprile 2009).
• mwacmI menhir e i betili della Sardegna nuragica su archeologiasarda.com, su archeologiasarda.com.
• mwacuArcheoastronomia in Liguria, su digilander.libero.it.
• mwacchttp://www.amicideimenhir.it amicideimenhir.it
• mwackSaint-Sulpice-de Feleyrens - Francia, su chateausaintjean.com.
• mwacsI menhir di Cursi (Lecce), su cursi.it.
• mwac0Web Community Terlizzi - I menhir di Terlizzi (Bari), su webcommunityterlizzi.org.